Digital Learning : le 10 grandi tendenze per la formazione di domani

Di | 31 gennaio 2018

Creare un ecosistema di formazione accessibile, efficiente e innovativo che possa migliorare le prestazioni aziendali, oggi significa cogliere tutte le opportunità offerte dal Digital. Rimane la domanda su come sfruttarle appieno. Prova a rispondere a tutto questo Patric Galiano, manager e-learning di Cegos France e autore dell’articolo.

Digital Learning

Definire il Digital learning

Molto più dei moduli di e-learning, l’apprendimento digitale copre una vasta gamma di formati digitali. È un approccio educativo che può essere progettato, implementato in modalità sincrona o asincrona e implementato in diversi modi: faccia a faccia, remoto o sul posto di lavoro. Integra più modalità digitali: video, virtual classroom, moduli e-learning, blog, forum, community online, app…

La sfida fondamentale è creare o sfruttare risorse didattiche digitali in linea con gli obiettivi, gli utenti futuri, i contenuti e gli eventuali vincoli (tecnici, umani o economici).

Dieci principali tendenze per la formazione nei prossimi anni

Un’esperienza di apprendimento integrato: immedesimarsi nell’utente finale, individuare i punti di contatto determinanti per lui permette di focalizzare l’azione sull’utente per proporre soluzioni adeguate, gli strumenti giusti e l’esperienza di apprendimento fluida che favorisca l’impegno degli utenti a lungo termine.

Apprendimento individualizzato e adattivo: l’uso dei dati è un fattore chiave per rafforzare la personalizzazione. La formazione si adatterà a seconda, ad esempio, degli obiettivi del singolo, del livello iniziale / desiderato, del tempo a disposizione, delle modalità di apprendimento individuale, dei corsi di formazione già completati o ancora le valutazioni degli altri partecipanti.

L’apprendimento attraverso il video: formato predominante su Internet, accessibile da qualsiasi dispositivo, il video offre una vasta gamma di spunti didattici, con una triplice sfida: garantire una produzione di qualità, instillare il giusto grado di interesse e assicurare che l’impegno sia abbastanza forte da garantire l’apprendimento.

Formati brevi: suddividere i corsi in diversi brevi momenti risponde al desiderio di sviluppo le capacità, durante un processo che si sviluppa nel tempo. Si tratta di definire la buona architettura, perché l’apprendimento richiede sempre il tempo necessario per l’assimilazione dei contenuti, la messa in pratica e il feedback regolare.

Aule virtuali: oggi la tecnologia consente di sfruttare i vantaggi della formazione in aula in un ambiente virtuale sincrono. La sfida è progettare e animare virtual classroom che abbattano la barriera tecnologica.

Approccio multi-device: l’accesso al contenuto da qualsiasi dispositivo è diventato un’aspettativa inevitabile. Con la rapida evoluzione di dispositivi e browser, la posta in gioco è sia tecnica che pedagogica.

Realtà virtuali e aumentate: in termini di apprendimento, siamo solo all’inizio delle loro applicazioni, che aprono la strada a formati di insegnamento molto coinvolgenti, acceleratori di apprendimento.

Gamification: l’utilizzo delle tecniche di gameplay nella formazione aumenta l’emozione, il piacere e quindi l’apprendimento, a condizione che venga trovato il giusto equilibrio tra i metodi di gioco e il contenuto delle sequenze pedagogiche.

Social learning: quasi 3/4 degli utenti di Internet nel mondo sono connessi ai social network. Creare community o gruppi è un modo per sfruttare le interazioni sociali e collaborare sui risultati finali. Questo approccio apre la strada a un nuovo ruolo per il formatore che può organizzare, aggregare, animare o commentare scambi e contenuti per i suoi partecipanti.

Ridondanza del contenuto: nello spirito del modello 70-20-10, il fatto di beneficiare di strumenti o formati digitali per facilitare il trasferimento delle conoscenze sul posto di lavoro offre un reale valore aggiunto per potenziare l’impatto della formazione.

Tutte queste tendenze suggeriscono che, per avere successo, le aziende devono costantemente giacare d’anticipo e adattarsi. Le trasformazioni sono condotte da team costantemente in azione. Grazie al Digital Learning, l’azienda ottimizza gli investimenti in formazione, sviluppa un’esperienza di apprendimento innovativo e crea un ecosistema di apprendimento che contribuisce al miglioramento delle performance.

 


 

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Laura Dal 2 mesi

Articolo interessante, come sempre gli articoli del vostro blog.
Nutro un pò di perplessità sulle community via social: alcune esperienze nell’ambito di progetti sociali e formativi mi hanno portato alla conclusione che non siano molto efficaci, forse per il sovraccarico di informazioni stimoli ed impegni a cui siamo sottoposti.
Mi pare che le comunità di pratiche o tra pari funzionino di più quando ben radicate nel reale (penso per esempio ai gruppi di ricerca informali, ai gruppi di studio o lettura…).

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    Cegos Dal 2 mesi

    Gentile Laura,
    La sua osservazione è assolutamente vera: è necessario prestare sempre attenzione alla mole di stimoli che un partecipante riceve ed evitare tutto quello che potrebbe sfociare in vera e propria infobesity.
    Nel nostro specifico contesto, possiamo trarre vantaggio dalla predisposizione degli utenti all’utilizzo dei social per animare forum presenti all’interno della nostra piattaforma LearningHub @Cegos. Sfruttiamo quindi il trend del social learning in tal senso, con lo scopo primario di permettere una condivisione di esperienze tra pari (proprio come accade nei gruppi di ricerca che ha menzionato). Rimane giustamente sempre la necessità di valutare e integrare nuove metodologie e tecnologie, ma anche di garantire un equilibrio nell’apprendimento e nella quantità di interazioni/informazioni fornite.
    Grazie mille per il suo feedback e per l’interessante punto di riflessione.

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