Dai LMS ai LEMS

Di | 16 maggio 2018

30 anni fa si iniziavano ad ideare i primi Learning Management Systems (LMS) aziendali con l’obiettivo di rendere più fruibile e accessibile la formazione in azienda.

Nel corso di questi 3 decenni sia le aspettative, sia le modalità e le possibilità formative hanno cambiato in maniera importante le loro logiche e gli strumenti grazie ai quali è possibile veicolare l’apprendimento.

Se fino a qualche anno fa quello che richiedeva il mercato era principalmente un ambiente formativo capace di accogliere al suo interno sia le formazioni aziendali, sia le soluzioni formative esterne all’azienda; la sfida attuale è ora quella di proporre una vera esperienza che permetta di accompagnare step-by-step il partecipante verso l’applicazione on-the-job di quanto appreso.

LMS LEMSCommoditizzazione e performance learning

Viviamo infatti nell’epoca della commoditizzazione della formazione, dove i contenuti formativi più disparati sono disponibili in qualsiasi forma, in qualsiasi momento e in molte situazioni for free.

Per contrastare questa pervasività dell’apprendimento e dell’informazione dobbiamo dirigerci verso il cosiddetto Performance Learning. Questa modalità di progettare e creare il percorso formativo, deve scortare e supportare la persona verso il miglioramento della sua performance.

Si utilizzano strumenti come: l’assegnazione di task da completare durante la propria attività lavorativa, il monitoraggio del proprio Action Plan personale, un sistema di feedback continuo con il docente e tutta una serie di ulteriori modalità che permettano di andare ad agire sui comportamenti del partecipante direttamente sul posto di lavoro.

LEMS: La learner experience al centro

È in questo scenario che i LMS devono lasciare il passo ai LEMS: Learning Experience Management System.

Ogni LEMS deve permettere la costruzione e l’implementazione di esperienze di apprendimento che siano in grado di moltiplicare il coinvolgimento, andando ad abbracciare i 4 momenti topici del Learning Journey: engage, learn, pratice e apply.

Più che semplice formazione, il LEMS deve favorire un sostegno alla performance che perduri nel tempo e che adatti i contenuti e gli spunti formativi al ruolo, al tempo di apprendimento e ai momenti a disposizione della persona; mantenendo la logica di una fruizione just-in-time.

Per definirsi tali i LEMS devono combinare alcune caratteristiche:

  • Tutti i contenuti devono essere facilmente reperibili;
  • Le persone hanno a disposizione un supporto alla performance
  • Tutti possono monitorare autonomamente i propri progressi;
  • Deve esserci la possibilità di adottare principi di gamification;
  • I contributi apportati dalle persone devono essere “riconosciuti” sotto forma per esempio di badge.
  • Il flusso della comunicazione tra partecipanti e trainer deve essere continuo perché l’interazione sociale deve andare oltre l’interazione in presenza o in virtual classroom.
  • L’utente può configurare la propria esperienza di apprendimento definendo le proprie preferenze: gli aspetti da condividere, i parametri in merito a privacy e sicurezza, tipologie e frequenza di notifiche.

Al fianco dei contenuti (learning object) presenti nel LEMS, i momenti formativi d’aula e di Virtual Classroom devono necessariamente essere armonizzati tra di loro per andare a formare un flusso continuo e coerente di contenuti formativi che vada a plasmarsi sulla persona.

 


 

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Per approfondire l’ambito, vai all’articolo “UX e LX nell’apprendimento degli adulti“.

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