I primi 4 step per lanciare con successo un programma di formazione internazionale

Di | 21 maggio 2021

Articolo di Jonathan Mohadeb


In un articolo precedente abbiamo utilizzato la metafora del cuoco: cosa dovrebbe fare per prepararsi a sfamare un’intera città? Adattando questo esempio all’ambito formativo, la domanda diventa: cosa bisogna fare per organizzare percorsi di formazione internazionali sempre più numerosi mantenendone l’efficacia?

primi step progetto internazionale

Nell’esempio del cuoco, intendevo illustrare come essere bravi su piccola scala non sia garanzia di successo su larga scala. Si può essere grandi cuochi, ma sapremmo replicare i piatti lavorando in cucine diverse, gestendo team diversi, usando ingredienti e pentole diverse? E soprattutto, sapremmo soddisfare i palati più esigenti di tutto il mondo?

Tornando a noi, invece, immaginiamo di dover organizzare un programma formativo a livello internazionale, mantenendo una visione aziendale comune ma considerando varie declinazioni a livello locale per poter rendere le competenze acquisite applicabili ovunque. Come garantire la qualità, controllare i costi, assicurarne la corretta pianificazione? In questo articolo indentifichiamo i primi 4 punti chiave essenziali, lasciando gli ultimi 4 per un successivo post.

1- Avere obiettivi chiari e una strategia di lancio

Cosa voglio ottenere?

Come per ogni progetto, la definizione degli obiettivi è fondamentale. In questo caso è importante avere un’immagine chiara in mente di come dovrebbe essere il tuo programma aziendale. E, in particolare, cosa desideri ottenere in termini di KPI. Questi ultimi illustreranno la tua scheda di valutazione del progetto e saranno necessari durante l’implementazione per assicurarsi di essere sulla strada giusta.

2- Definire il programma giusto per te

Quali dovrebbero essere il contenuto e la metodologia?

Ci sono numerose ottime learning solutions sul mercato. Si può decidere si usare un qualsiasi corso a catalogo e adattarlo o redigerne una da zero, totalmente personalizzato o combinando altre soluzioni off-the-shelf già esistenti. Tutte le opzioni funzionano, perché l’efficacia dipende da molti fattori. Più materiale “off-the-shelf” si usa, più basso è l’investimento iniziale. Si assicurerebbe anche una rapida implementazione, con una garanzia accettabile di risultati positivi. D’altra parte, se si opta per la personalizzazione, si potranno affrontare obiettivi molto specifici attraverso programmi di formazione altamente dettagliati.

3- Selezionare un training provider di portata internazionale

Chi è in grado di supportarti “glocalmente”?

Il più delle volte, è insieme al fornitore che si definiscono contenuti e metodologie. Ma molte volte un fornitore viene scelto anche in base ai programmi di cui dispone, alla struttura e all’esperienza. Ecco perché è importante sottolineare la possibilità di collaborare con qualcuno che può garantire formatori certificati, qualità e capacità gestionali. Seppur ovvio, diciamolo: per iniziative globali, è più efficace usare un fornitore globale, invece di una combinazione o molteplicità di fornitori locali.

4- Coinvolgere gli stakeholder, aziendali e locali

Chi deve essere coinvolto?

Apportare un cambiamento, abbandonare i vecchi schemi e i soliti fornitori può creare resistenze interne. Se vuoi che la tua iniziativa globale abbia successo, serve presentare un business case vincente. Hai bisogno di sponsorizzazione, supporto interno e argomentazioni valide.

Nel prossimo articolo parleremo degli ultimi 4 punti da tenere a mente:

  • Considerare cultura, lingua e trend locali
  • Ingaggiare i formatori giusti
  • Tenere sotto controllo il budget
  • Monitorare la coerenza del rollout

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