Gestione della crisi: best practice per HR

Di | 4 marzo 2020

Il mondo sta vivendo momenti intensi, affrontando una situazione che avrà sia impatti sulle capacità produttiva, sia effetti potenziali sui sistemi sociali.

crisis HR best practices

Molte organizzazioni sanitarie (a partire dall’OMS) hanno predisposto linee guida per aziende e persone. Aziende complesse come le multinazionali, a causa della loro esposizione transterritoriale, stanno lavorando per introdurre numerose misure precauzionali.

In questo scenario, le aziende quali azioni dovrebbero promuovere per prevenire rischi e gestire le crisi garantendo una adeguata produttività?

Comunicazione interna

La funzione HR ha innanzitutto il compito di gestire una comunicazione interna in cui promuovere le posizioni ufficiali, le linee guida ed i consigli proposti dalle istituzioni sanitarie nazionali. Sottolineo promuovere.  

È importante tenere a mente la possibile preoccupazione delle persone e il rischio concreto di diffusione di comportamenti irrazionali e/o improduttivi. Si tratta dunque di aumentare la consapevolezza della popolazione aziendale circa i rischi, i comportamenti auspicabili e le diverse responsabilità di ruolo. Non basta limitarsi ad informare circa le norme e le procedure.

Comunicare bene è essenziale ma bisogna anche predisporre piani a più lungo termine.

Pianificazione a lungo termine

Prepararsi ad una crisi richiede di considerare diversi aspetti chiave. I rischi sono la superficialità e la sottostima, particolarmente elevati in situazioni in cui viene coinvolta la sicurezza dei dipendenti. All’interno delle organizzazioni non sempre sono presenti le competenze per una corretta lettura di questo tipo di rischio.

Predisporre in anticipo un action plan di base permetterà al management di concentrarsi sulla stesura di una strategia di ripresa aziendale, con la sicurezza di aver già strutturato le azioni necessarie a soddisfare le esigenze immediate dei dipendenti.

Best practices per una corretta gestione della crisi

Tra gli elementi che dovrebbero essere considerati per predisporre un corretto crisis management abbiamo:

  • Preparazione di un piano per raggiungere i dipendenti in tempo di crisi quando i normali canali di comunicazione e l’accesso ai documenti potrebbero non essere disponibili.
  • Organizzazione di piani di emergenza per far fronte agli obblighi amministrativi (sia commerciali, sia retributivi)
  • Verifica della disponibilità territoriale di servizi di assistenza (sia sanitaria, sia sociale) per i dipendenti in caso
  • Sviluppo di un piano per rispondere a eventi ragionevolmente previsti, come eventi climatici o di conflitto interpersonale sul luogo di lavoro. È importante che i dipendenti sappiano a chi rivolgersi, anche in base al grado di urgenza del fenomeno
  • Protezione del capitale intellettuale e umano. La questione non riguarda solo gli eventuali segreti commerciali ma anche e soprattutto la questione della retention. Una crisi mal gestita porta spesso ad una caduta della fiducia dei lavoratori verso l’azienda e potrebbe indurli al passaggio verso i concorrenti.

Leggi anche “Crisis Management: overview sulla responsabilità HR


Altri focus sullo stesso tema

Lascia un commento

Avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Avatar

Sara Perego Dal 6 mesi

Interessante la best practice inerente ai canali comunicativi e alla necessità di creare una comunicazione sviluppata su più canali; penso che, soprattutto in piccole/medie imprese sia necessario sensibilizzare e familiarizzare con l’uso delle nuove tecnologie, a supporto di una “more functional communication” (in una logica di fronteggiamento della crisi, così come in una logica di potenziamento della comunicazione nella vita lavorativa di ogni giorno).

Rispondi
Alessandro Reati

Alessandro Reati Dal 5 mesi

Grazie per il commento, Sara. Concordo sulla tua osservazione. Questa drammatica situazione potrebbe essere un importante stimolo per il rinnovamento della comunicazione aziendale. Osservando il comportamento della media azienda italiana sarebbe proprio auspicabile una ridefinizione più contemporanea del rapporto tra canali, contenuti e tecnologie. L’obiettivo dovrebbe essere di progettarli in modo da creare circoli virtuosi: sia per il consolidamento della relazione con i lavoratori ed i clienti, sia per aumentare il loro grado di coinvolgimento e partecipazione.

Rispondi

Ricevi la notifica sui nuovi post del Blog

Abilita JavaScript e Cookies nel brauser per iscriverti